Raccolta differenziata non convenzionale: il primo esempio a Riccione

27 giugno 2012 studioimmagine Differenziata


Via | Ecoo

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La raccolta differenziata dei rifiutiRiccione Paese fa un ulteriore passo avanti: il nuovo progetto si chiama FareRaccolta® e coinvolge già 22 attività commerciali nella città romagnola. L’iniziativa prevede infatti di trasformare ogni rifiuto facendolo diventare una risorsa anziché un costo. In questo modo sarà possibile sensibilizzare i cittadini sul tema dello smaltimento dei rifiuti, abbattendo le emissioni di co2 ma anche coinvolgendoli dando loro un buono spesa da utilizzare presso i punti vendita che hanno aderito.

Il progetto ha focus soprattutto sulla raccolta differenziata della plastica: grazie a questa attività, infatti, sarà possibile mettere in moto un circuito al termine del quale di vedrà ridurre la mole di rifiuti da mandare in discarica, ma contemporaneamente sarà possibile dare nuova vita a tutto quel materiale realizzato in plastica PET. Il risparmio, a questo punto, è anche in termini di minoreimpatto ambientale e di gestione organizzata e ottimizzata delle risorse. Anche le emissioni di co2 saranno ridotte, vista la minore energia necessaria per processare i rifiuti e anche il ridotto trasporto.

Questo non tornerà indietro solo alle istituzioni che hanno incentivato e promosso il prodotto, bensì anche ai singoli cittadini che potranno usufruire di sconti da utilizzare presso gli esercenti convenzionati. L’entusiasmo al momento sembra diffuso sia nei promotori dell’iniziativa ma anceh all’interno degli appartenenti del comitato Riccione Paese.

Seguiremo con attenzione questo progetto in quanto le premesse sembrano davvero stimolanti, e se dovesse avere esito positivi si potrebbe vedere replicato anche in altri contesti urbani. Per la prima volta c’è un modo nuovo di intendere la raccolta differenziata, un metodo che non intende penalizzare i cittadini o far pesare su di loro la gestione di questa attività, bensì che mira a incentivarli a farlo e a metterci il dovuto impegno. Potrebbe essere questa, infatti, la giusta via per far capire alla popolazione che l’impatto ambientale delle loro azioni quotidiane è una questione che li riguarda da vicino: il consumo critico, infatti, porterà anche a loro vantaggi immediatamente tangibili (cosa c’è di meglio di un buono sconto in un periodo di crisi per fare un po’ di shopping senza sensi di colpa?).

 

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